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Micosi cutanea: come riconoscerla e curarla

Micosi cutanea: come riconoscerla e curarla

05 Maggio 2020

Micosi uguale patologia esclusiva delle unghie. Un'equazione sempre vera, ma mai esaustiva.

Le forme più diffuse di micosi, infatti, ovvero i funghi patogeni che riescono a superare le barriere del corpo provocando vari tipi di infezioni, interessano e si sviluppano principalmente a livello della cute.

Le ragioni alla base della micosi cutanea sono numerose: innanzitutto è un basso livello di protezione del sistema immunitario a favorire la comparsa cutanea di infezioni fungine. Ma anche l’utilizzo di antibiotici, che possono distruggere con maggiore facilità la flora batterica, è causa della micosi epiteliale.

Anche i sintomi di questa patologia possono essere di varia natura: dal prurito all'eritema, fino alla formazione di vesciche sulla pelle, la micosi cutanea si manifesta in svariate forme.

Per trattarla al meglio, i farmaci più indicati sono i cosiddetti antifungini. Generalmente l'uso topico di questi prodotti è sufficiente per risolvere il problema, facendo regredire costantemente la patologia.

Tra i più efficaci ci sono:

  • Il clotrimazolo, molto efficace nella cura della pitiriasi versicolor – un tipo di infezione cutanea funginea – disponibile in crema, ma anche in spray e in polvere;
  • il ketoconazolo, utilizzabile in crema per la cura di tutti i tipi di micosi cutanee;
  • il miconazolo, perfetto per il trattamento di micosi della pelle provocate da dermatofiti, disponibile in farmacia in crema, ma anche come latte dermatologico.

Tuttavia, qualora la cura topica non sia sufficiente, è possibile integrare medicinali antibiotici per debellare definitivamente le infezioni.

Chiedete consiglio al farmacista o al vostro medico curante per trovare la terapia migliore per curare la vostra micosi cutanea.

Pidocchi nei bambini: come riconoscerli e come eliminarli

Pidocchi nei bambini: come riconoscerli e come eliminarli

02 Maggio 2020

Scuole e asili sono ricominciati e, molto spesso, oltre a compiti e disegni, i vostri figli possono portarvi a casa degli spiacevoli ospiti: parliamo dei pidocchi.

Questi parassiti, per poter sopravvivere, sono obbligati ad insediarsi sull'uomo, in particolare sul suo cuoio capelluto.

Gli ambienti molto affollati, come gli asili e le scuole, ne agevolano la trasmissione e, proprio per questo motivo, il contagio avviene molto velocemente.

Conoscere il "nemico" per combatterlo

Individuare questo parassita può essere difficile perché, oltre ad essere piccolissimo, 2-4 mm, ha anche una colorazione tendente al nero. Molto più visibili, invece, sono le loro uova, di colore biancastro. Ma vediamo insieme come riconoscerli:

  • i pidocchi depongono le uova in zone precise della nostra testa, come la radice dei capelli, la nuca, la parte posteriore delle orecchie e l'attaccatura della frangia;
  • per via delle loro punture causano prurito e, se numerose, possono provocare lesioni al cuoio capelluto fino anche a reazioni allergiche;
  • a differenza della forfora, i pidocchi rimangono ben saldi al fusto del capello.

Prevenirli è possibile esaminando la testa dei vostri bambini almeno una volta ogni due settimane. Controllate bene le zone più soggette, dividendo in ciocche i capelli e pettinandoli accuratamente. Munitevi di lente di ingrandimento e posizionatevi sotto la luce naturale: in questo modo sarà più semplice verificare la presenza di questi parassiti. In caso di contagio, avvisate subito la scuola.

In farmacia potete trovare prodotti specifici per il trattamento contro i pidocchi. È importante seguire sempre in modo attento e preciso le modalità d’uso indicate sulla confezione, chiedendo consiglio al vostro farmacista di fiducia.

Prime rughe? Consigli per una corretta azione beauty

Prime rughe? Consigli per una corretta azione beauty

28 Aprile 2020

Età anagrafica e sesso non contano. A tutti, prima o poi, sorge una domanda: quand'è il momento giusto per iniziare ad utilizzare una crema anti rughe?

Colorito spento e sensazione di secchezza dell'epidermide sono segnali da non trascurare ma, in generale, la risposta giusta è che non è mai troppo tardi!

L'importante, come per ogni prodotto beauty, è scegliere quello più adatto. Chiedere consiglio su quali utilizzare, in base all’età e alla tipologia di pelle, è quindi fondamentale. Ma non è tutto: anche un corretto stile di vita può aiutare.

Scopriamo di più.

Rughe: una cura per ogni età

Quando si parla di rughe, non esistono regole prestabilite ma, per prevenire e rallentare i segni del tempo, è importante seguire alcune buone abitudini.

Prima di tutto è bene ricordare che fumo, alcool e poche ore di sonno sono nemici accaniti della nostra pelle e favoriscono il formarsi di questi inestetismi, anche in giovane età.

Ecco come intervenire:

  • Fino ai 25 anni: la cute non ha bisogno di creme specifiche perché è già naturalmente elastica e con una buona coesione cellulare. Una normale idratazione andrà benissimo.
  • Dai 25 anni ai 30 anni: è opportuno iniziare ad utilizzare delle lozioni con un ridotto contenuto di principi attivi. L'azione deve essere preventiva e non curativa. Una crema idratante giorno, con una minima protezione solare e un po’ di acido ialuronico, è perfetta per questa fase.
  • Dopo i 30 anni: la routine di bellezza deve cambiare. La crema giorno non è più sufficiente e deve essere integrata da prodotti notte specifici. L'azione sulla cute deve essere sia preventiva che curativa. In questo modo rallenterete il formarsi dei segni del tempo nelle sue prime fasi e ne migliorerete l'aspetto in quelle più avanzate.

Per tutte le tipologie di creme o sieri per il trattamento localizzato delle rughe, è importante consultare il vostro farmacista di fiducia che saprà indicarvi i prodotti più adatti al vostro tipo di pelle, migliorandone l'azione!

Extrasistole: cosa sono e come si curano

Extrasistole: cosa sono e come si curano

25 Aprile 2020

Quando si parla di cuore la nostra attenzione scatta subito ai massimi livelli. Non è facile capire tutto quello che riguarda questo delicato organo del nostro corpo e, per questo, spesso ci sorgono tante domande. Per esempio, sapete cosa sono le extrasistole?

Con questo termine, che significa “battito aggiunto”, si intende un’alterazione del normale ritmo del battito cardiaco, di fatto una contrazione anticipata del cuore che provoca una sensazione di vuoto o di colpo all’interno del torace. La maggior parte delle volte queste manifestazioni sono di tipo benigno.

Oltre alla sensazione di vuoto possono presentarsi altri sintomi piuttosto comuni come affaticamento, debolezza e difficoltà respiratorie.

Extrasistole: cause e rimedi

Le extrasistole possono essere causate da vari fattori. In pazienti sani, per esempio, l'abuso di caffè o di alcol oppure lo stress psicofisico, possono essere motivi scatenanti. Altre volte, invece, l’aritmia può derivare dal malfunzionamento della tiroide, dai disturbi digestivi, da alti valori della pressione arteriosa e, in alcuni casi, sono il campanello d'allarme di malattie cardiache non riconosciute.

Quando sono numerose, possono rappresentare un disturbo serio per la qualità della vita, poiché si è costretti a rallentare o limitare le normali attività quotidiane, oltre al fatto che nel lungo periodo il cuore può indebolirsi.

Curare le extrasistole è possibile attraverso dei trattamenti con farmaci antiaritmici che stabilizzano il sistema elettrico del cuore o con un intervento di ablazione transcatetere, in cui viene isolata la parte responsabile dalla patologia.

In ogni caso, per una diagnosi corretta e per capire come sia meglio intervenire è fondamentale consultare il vostro medico e farmacista di fiducia che sapranno indirizzarvi nel modo migliore.

Soffrite di fascite plantare? Ecco come scoprirlo e come curarla

Soffrite di fascite plantare? Ecco come scoprirlo e come curarla

23 Aprile 2020

Sentite dolore sotto la pianta del piede, che si intensifica nella zona del tallone? Probabilmente soffrite di fascite plantare. Questo dolore è provocato dall’infiammazione della fascia plantare, una zona fibrosa e ricca di tessuti, che si estende dal calcagno fino alle dita dei piedi.

Un disturbo, quello della fascite plantare, che può manifestarsi a seguito di sollecitazioni eccessive del piede – come accade frequentemente nei soggetti che praticano corsa e sport in generale – ma che può dipendere anche da un problema fisico-strutturale, ovvero da una ridotta estendibilità dei muscoli posteriori della gamba e della coscia.

La fascite plantare si può prevenire e curare con successo seguendo alcuni accorgimenti. Innanzitutto, se praticate regolarmente attività fisica, prima di iniziare il vostro allenamento prestate attenzione alla fase di riscaldamento. Gli esercizi di stretching sono in grado di aiutare l’estensione di tutte le fasce muscolari posteriori, comprese quelle del piede. Vi accorgerete che il dolore tenderà a diminuire non appena si scaldano i muscoli.

Tuttavia, continuando ad insistere sul piede già indolenzito con le sollecitazioni dell’attività motoria, l’intensità dell’infiammazione può aumentare.

Per questo, se non è possibile optare per un riposo assoluto, è consigliata una cura antinfiammatoria, meglio se localizzata, con microiniezioni dirette alla fascia plantare interessata.

Anche la tecarterapia, molto in voga negli ultimi anni, può aiutare nella cura della fascite plantare: la tecnica che stimola energia dall’interno dei tessuti, attiva e stimola in modo completamente naturali i processi riparativi e antinfiammatori dei muscoli, riducendo la fascite plantare.

Se hai ancora dubbi sulla fascite plantare, chiedi consiglio al tuo farmacista: saprà consigliarti la soluzione ideale per curarla al meglio.
Diabete, occhio alla dieta. Ecco cosa mangiare e cosa evitare

Diabete, occhio alla dieta. Ecco cosa mangiare e cosa evitare

21 Aprile 2020

Quando si sente parlare di diabete si pensa ad una malattia debilitante con la quale è difficile convivere. Non è cosi. Seguendo un'alimentazione corretta ed equilibrata e i consigli medici è assolutamente gestibile.

Cos'è il diabete?

Questa malattia cronica è causata da un aumento della glicemia ovvero i livelli di zucchero nel sangue. Solitamente dipende dalla poca produzione o dalla mal gestione di insulina, che ha il compito di trasformare il cibo ingerito in energia. Quando i livelli di glucosio nel corpo non vengono tenuti a bada, le conseguenze del diabete possono diventare croniche, danneggiando cuore, arterie, reni, occhi e il sistema nervoso periferico.

Prevenzione, amica della salute

Le buone abitudini quotidiane, l'attività fisica regolare e soprattutto una sana alimentazione, sono gli alleati numero uno contro questa patologia. Ѐ bene sapere che esistono veri e propri cibi per diabetici – come verdure crude e pesce – e tabelle che ne indicano i livelli glicemici.

In una dieta corretta per prevenire i sintomi del diabete, è importante in linea generale:

  • ridurre l'assunzione di carboidrati;
  • prediligere ortaggi crudi e legumi;
  • non mangiare cibi ricchi di zuccheri;
  • preferire fibre e alimenti antiossidanti.

Da evitare assolutamente è l'assunzione di alcool, che svolge un'azione negativa sul controllo dei livelli di insulina. In più, è meglio optare pasti più frequenti e a dosi ridotte piuttosto che pranzi o cene molto ricche.

Per essere certi dell'indice glicemico contenuto negli alimenti e della dieta più corretta da seguire, potete rivolgervi al personale specializzato in farmacia che saprà indicarvi i giusti passi da fare.

Lombalgia: cos´è e come si cura?

Lombalgia: cos´è e come si cura?

18 Aprile 2020

Se vi è capitato di soffrire di qualche dolore nella parte bassa della schiena, probabilmente avete avuto un episodio di lombalgia o colpo della strega. Questa patologia si presenta in modo del tutto inaspettato per i più svariati motivi, solitamente dopo un movimento brusco. A volte però, per ritrovarsi doloranti, bastano anche dei gesti apparentemente normali come alzarsi dal letto, sollevare un peso leggero o uscire dalla macchina.

La lombalgia, infatti, è causata da uno spostamento anomalo dell'articolazione delle vertebre lombosacrali che, a sua volta, provoca un irrigidimento a livello muscolare. La conseguenza? Dolori molto forti.

Curiamoci con le buone abitudini

Solitamente questo disturbo passa da solo nel giro di pochi giorni e con l'aiuto di qualche antinfiammatorio anche la sensazione di dolore diventa gestibile. Esistono però degli accorgimenti da seguire per evitare questo tipo di problema o alleviarne i sintomi. Vediamoli insieme:

  • riposo: il corpo se lasciato "in pace" è in grado di riequilibrarsi in breve tempo. Per questo non fare sforzi e lasciare che la parte si riposi è fondamentale per la sua guarigione;
  • terapia del freddo: quando la lombalgia è causata da un disturbo muscolo-scheletrico applicare del ghiaccio sulla parte ne riduce l'infiammazione e, quindi, anche la sintomatologia dolorosa;
  • calore umido: se il problema è causato da contratture e si ripresenta nel tempo, usare il calore per distendere la parte e rilassare la muscolatura è la soluzione ideale. Un massaggio con oli caldi, per esempio, può essere un valido aiuto;
  • cambiare materasso: la postura che si assume di notte è fondamentale. Materassi troppo rigidi o troppo molli possono indurre a cattive posizioni che, nel tempo, sono la causa di molti fastidi;
  • curare la postura: il modo di sedersi tipico d'ufficio, con le spalle ricurve, è una delle cause più diffuse di dolore alla zona lombare. Curare la propria postura e svolgere un'attività fisica che rinforzi la muscolatura è fondamentale per equilibrare il peso corporeo e non assumere posizioni sbagliate.

Nel caso i sintomi siano molto forti e serva un rimedio immediato, il vostro farmacista potrà consigliarvi il giusto antinfiammatorio da prendere e, aumentando la vostra soglia del dolore, potrà consentire ad un buon fisioterapista di risolvere il problema.

Lassativi, ecco cosa sapere

Lassativi, ecco cosa sapere

16 Aprile 2020

Soffrite di stitichezza? Una delle soluzioni più efficaci per risolvere il vostro problema è utilizzare un lassativo, ideale per stimolare l’evacuazione intestinale.

I lassativi possono essere comodamente acquistati in farmacia: molti di essi, infatti, non richiedono una prescrizione medica. Disponibili in numerose forme – dagli sciroppi, alle compresse, passando per le supposte, fino alle bustine da sciogliere in acqua – i lassativi aiutano l’organismo a ritrovare la normale frequenza di evacuazione.

Tuttavia, prima di assumere i lassativi, è bene comprendere le cause della stitichezza e provare a porre rimedio in modo naturale. Come? Innanzitutto, inserendo nella propria alimentazione cibi ad alto contenuto di fibre, come frutta, verdura e paste integrali.

Non dimenticate, poi, di assumere almeno 2 litri di acqua al giorno: una delle prime conseguenze della disidratazione, infatti, è proprio la maggiore difficoltà ad evacuare.

Inoltre, ricordate di praticare regolare attività fisica: lo sport e, in generale, il movimento costante, consentono all’organismo di rimanere sempre attivo, anche a livello intestinale.

Se siete particolarmente soggetti alla stitichezza, infine, cercate di darvi delle regole ben precise per salvaguardare la vostra salute: ad esempio, ritagliatevi sempre un momento preciso della giornata per favorire naturalmente il benessere intestinale.

Se la costipazione dovesse continuare anche dopo aver seguito questi accorgimenti, è consigliabile optare per un lassativo. Prima di effettuare la scelta del migliore lassativo per risolvere il vostro problema è sempre consigliabile confrontarsi con il proprio medico curante o con il farmacista di fiducia.

In generale è bene utilizzare occasionalmente i lassativi: non abusatene, per non rischiare di incorrere in patologie ancora più gravi.

Tutto quello che vuoi sapere sull’acqua micellare

Tutto quello che vuoi sapere sull’acqua micellare

14 Aprile 2020

È la grande novità in fatto di pulizia del viso: l’acqua micellare promette di purificare e detergere a fondo, eliminando lo sporco senza irritare la pelle.

Un prodotto chiaramente a base acquosa, che sta conquistando sempre più favori di pubblico.

Ecco perché!

  1. L’acqua micellare è semplice da utilizzare: si applica con un batuffolo di cotone e non necessita di alcun risciacquo.
  2. L’acqua micellare agisce velocemente: basta una sola passata ed il sistema di micelle richiama a sé lo sporco, attirandolo e liberando i pori in un attimo! Non ci credete? Pensate che, in origine, l’acqua micellare veniva usata nel mondo della moda e dello spettacolo per eseguire i veloci cambi di trucco delle star che, tra un’esibizione e l’altra, dovevano eliminare il make-up in un istante per crearne uno nuovo.
  3. L’acqua micellare unisce detergente e tonico: il vantaggio di questo prodotto…è quello di essere un concentrato di bellezza e praticità. In una sola passata non solo deterge, ma idrata e tonifica la pelle lasciandola morbida, liscia ed elastica.
  4. L’acqua micellare è adatta a tutti i tipi di pelle: le sfere tensioattive contenute all’interno rimuovono il trucco in modo delicato, senza aggredire la pelle, senza inaridirla o al contrario appesantirla. Per questo, l’acqua micellare è perfetta per le pelli fragili e secche, ma anche per quelle molto oleose e che diventano subito lucide.
  5. L’acqua micellare si può usare su tutto il viso: mentre molti prodotti per la detersione non vanno applicati su occhi e labbra, l’acqua micellare è così delicata da essere ideale anche sulle zone più sensibili.

Curiose di sperimentare la novità? In farmacia trovate tantissime versioni di acqua micellare, da quelle classiche a quelle arricchite con minerali, nutrienti e olii essenziali.

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