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Papaya fermentata: a cosa serve?

Papaya fermentata: a cosa serve?

16 Giugno 2020

La papaya è un frutto tropicale incredibilmente ricco di proprietà benefiche.

Prezioso nella sua forma fresca, una volta fermentato questo frutto diventa ancora più salutare. Merito del suo processo di conservazione che aumenta l’efficacia di alcune proprietà, come quelle antiossidanti, indicatissime per prevenire l’invecchiamento dell’intero organismo.

Ecco, quindi, che assumere papaya fermentata è un vero toccasana anti età per attaccare i radicali liberi, grazie all’azione di speciali enzimi che annientano queste molecole degenerative.

Non solo più giovani: assumendo costantemente la papaya fermentata si può diventare anche più forti!

Come? Grazie all’elevato contenuto di sali minerali, come magnesio, potassio e calcio, che aiutano a fortificare le ossa ed a renderle più resistenti. Un alleato prezioso soprattutto nei momenti di maggior fragilità, come il periodo della menopausa femminile.

Prendendo integratori di papaya fermentata ogni giorno, poi, si aiuta concretamente l’organismo a rimanere in salute. Merito dell’abilità di questo frutto di dare sostegno alle naturali difese immunitarie e di alcalinizzare l’organismo, riportandolo al suo corretto equilibrio.

La papaya fermentata, inoltre, è anche molto utile per contrastare le malattie degenerative, grazie alla presenza di flavonoidi che normalizzano l’attività del sistema cardiocircolatorio e mantengono il cuore in perfetta salute. Sempre merito dei flavonoidi è quello di combattere la formazione di alcuni tumori, rallentandone anche lo sviluppo.

Come si assume la papaya fermentata? Semplicemente scegliendo uno dei tanti integratori disponibili in farmacia: in polvere, solubile in acqua, o in compresse, l’indicazione generale è quella di assumerne una dose al giorno, specialmente lontano dai pasti. E nei periodi di forte stress e affaticamento, sempre sotto consiglio medico, è possibile aumentarne la quantità per ritrovare in fretta la concentrazione e la carica.
Bruciore di stomaco: ecco come tornare a stare bene

Bruciore di stomaco: ecco come tornare a stare bene

13 Giugno 2020

Soffrite di bruciore di stomaco e in molti casi il disturbo è notevolmente debilitante? Probabilmente gli alimenti che assumete regolarmente non sono adatti a voi.

Oltre al bruciore di stomaco, accusate spesso nausea, gonfiore e mancanza di appetito? Allora non c’è tempo da perdere, è il momento di apportare dei correttivi al vostro regime alimentare.

Solo attraverso una dieta sana e regolare, infatti, aiuterete lo stomaco a digerire correttamente i cibi e direte definitivamente addio ai bruciori ed ai fastidi gastrici.

Privilegiate alimenti ricchi di fibre, frutta e verdura e, ancora, i cereali, l’ideale per aiutare il regolare funzionamento intestinale.

Bandite, invece, i cibi più irritanti per la mucosa gastrica, come le bevande gassate, gli alimenti particolarmente piccanti, il caffè ed i cosiddetti junk food.

Non dimenticatevi, poi, dell’importanza dell’attività fisica: muoversi ed allenarsi con regolarità non solo riduce i livelli di stress, ma aiuta la digestione, contrastando con efficacia i bruciori di stomaco.

Per scongiurare i fastidi gastrici in tempi rapidi, ricordatevi dell’importanza di assumere probiotici regolarmente. Grazie alla loro azione la flora batterica intestinale rimarrà sana e tutto l’apparato digerente ne beneficerà.

Se anche dopo aver modificato il vostro regime alimentare, i bruciori di stomaco rappresentano ancora un problema costante è bene rivolgersi al medico per effettuare controlli approfonditi e trovare la cura migliore al problema.

In farmacia, ad esempio, sono disponibili numerose soluzioni, anche a base naturale, per sconfiggere definitivamente l’acidità di stomaco. Tra questi, i prodotti più efficaci sono quelli a base a di estratti di aloe, orzo e camomilla, l’ideale per calmare il bruciore e tornare a sentirsi al meglio.
Follicolite da depilazione: come risolverla?

Follicolite da depilazione: come risolverla?

11 Giugno 2020

Il bello della ceretta? Rimuovere in pochi istanti i tanto odiati peli superflui.

Il brutto della ceretta? Il rischio della follicolite: si tratta dell’infiammazione dei bulbi piliferi sollecitati a fondo da uno strappo troppo vigoroso, infiammati dal pelo che cresce male sottopelle o infetti a causa dell’azione di batteri che attaccano la pelle già irritata.

Come si manifesta la follicolite da depilazione? Con uno o più bulbi piliferi ingrossati, infetti e doloranti e con la comparsa di piccole pustole e bollicine rosse sulla pelle.

Addio alla ceretta, quindi?

Niente affatto: prevenire la follicolite da depilazione e curarla è possibile, grazie ai giusti prodotti in vendita in farmacia.

Prevenire la follicolite da ceretta: basta uno scrub

Per evitare l’insorgere di infiammazioni cutanee, qualche giorno prima di sottoporvi ad una ceretta eseguite un’esfoliazione delicata delle zone da trattare per rimuovere ogni possibile ostruzioni ai pori.

Basta uno scrub leggero, infatti, per liberare i pori da impurità e ostacoli e permettere al pelo estirpato di ricrescere dritto e sano.

Curare la follicolite: ecco i rimedi farmaceutici

Se dopo la ceretta avete notato la comparsa di bollicine rosse e piccole pustole, potrebbe trattarsi di follicolite da depilazione.

Il primo passo è quello di disinfettare la zona con detergenti antisettici e antibatterici (come quelli a base di tea tree oil), per poi applicare una crema lenitiva e idratante a base di lanolina e ossido di zinco.

Se la follicolite è acuta o ricorrente, chiedete consiglio al medico e, nel frattempo, evitate di sottoporre ad una nuova ceretta la zona infiammata, preferendo metodi più superficiali come la lametta.

Come combattere le macchie sul viso in gravidanza

Come combattere le macchie sul viso in gravidanza

09 Giugno 2020

Aspettate un bambino e sul viso stanno comparendo macchie scure in modo sempre più diffuso ed evidente? Significa che soffrite di cloasma gravidico, l’iper-pigmentazione cutanea che può presentarsi durante la gestazione, già nei primi mesi.

Una patologia fastidiosa e antiestetica che ha come causa principale l’aumento della produzione della melanina in gravidanza. Non solo: anche lo stress può influire negativamente sull’attività ormonale. Alternando i livelli di estrogeni, lo stress, insieme all’azione della melanina, favorisce la comparsa di macchie sull’epidermide.

Un problema molto diffuso, quello delle macchie cutanee, che aggredisce soprattutto il viso delle donne in dolce attesa: se il cloasma gravidico colpisce nel 95% delle gravidanze, la zona dell’ovale viene coinvolta almeno nel 50% dei casi. Insomma, una donna gravida su 2 durante è esposta alla formazione su fronte e guance di macchie scure di forma irregolare.

Come proteggere la salute del viso durante la gravidanza e dire addio al cloasma gravidico? Partendo dallo stile di vita: preferite alimenti ricchi di betacarotene e vitamine, state lontane dal sole, soprattutto nelle ore più calde e, non da ultimo, bevete molta acqua durante il giorno.

Quindi, non dimenticate di prendervi cura ogni giorno del vostro viso: in farmacia sono disponibili trattamenti cosmetici in grado di regolare il processo di melanogenesi, uniformando il colore della pelle del viso.

I polifenoli di mirtillo, il bisabololo, l’arbutina e la Vitamina A sono alcuni degli ingredienti più efficaci per combattere le macchie del viso in gravidanza e tornare a sorridere.

Chiedete consiglio al vostro farmacista: saprà indicarvi la cura migliore per dire definitivamente addio al cloasma gravidico.

Bambini e allergia ai pollini: come comportarsi?

Bambini e allergia ai pollini: come comportarsi?

06 Giugno 2020

Starnuti a raffica, naso chiuso e occhi arrossati: l'allergia ai pollini non risparmia nessuno! Ma come comportarsi quando ad esserne colpiti sono i nostri figli?

In molti pensano che un medicinale per adulti, preso a dosi ridotte, sia adatto anche ai bambini: non è cosi! In fase di crescita, infatti, il corpo è molto diverso da quello di una persona già matura ed è diversa anche la metabolizzazione dei farmaci. Per questo è importante prestare molta attenzione ai prodotti che si somministrano ai bambini, evitando il fai da te e chiedendo sempre indicazione al medico.

Vediamo qualche piccolo suggerimento per affrontare l'allergia nel modo corretto.

Allergia o raffreddore?

Prima di tutto valutate se siete di fronte ad una reazione allergica o ad un semplice raffreddore. Capirlo è piuttosto semplice: una forma virale si esaurisce nel giro di qualche giorno, la rinite allergica, invece, prosegue per diverse settimane in aggiunta ad altri sintomi come lacrimazione degli occhi, prurito e difficoltà a respirare.

Ecco come intervenire:

  • innanzitutto, potete optare per degli antistaminici per bambini. In farmacia troverete prodotti di diverse tipologie, anche totalmente naturali. Chiedete sempre consiglio al medico o al farmacista, perché, a seconda della composizione molecolare del farmaco, possono subentrare effetti collaterali;
  • un'altra opzione è quella di intervenire preventivamente con un'immunoterapia specifica. Fino a qualche tempo fa i vaccini venivano fatti dopo i sei anni. Oggi, invece, i medici consigliano di anticiparli così da ostacolare la nascita della patologia, alleviandone i sintomi e impedendone la progressione.

Fondamentale, in entrambi i casi, è chiedere sempre supporto al personale specializzato che sarà in grado di indirizzarvi sul prodotto o la soluzione più adatta a seconda della sintomatologia e dell'età del vostro bambino.

Smettere di fumare con la citisina

Smettere di fumare con la citisina

04 Giugno 2020

Se fate parte dei 7 milioni di italiani che vogliono smettere di fumare, ma non ci riescono, è tempo di valutare concretamente nuove soluzioni.

Accanto al metodo più diffuso per smettere di fumare, ossia quello di utilizzare farmaci a base di nicotina, si sta rivelando efficace e virtuoso l’utilizzo della citisina: un principio attivo antico, a base naturale, disponibile in farmacia solo sotto prescrizione medica.

Scopriamo di cosa si tratta e come funziona la citisina.

La citisina: efficace perché blocca i recettori nicotinici

I grandi nemici degli amanti delle “bionde”, sono proprio i recettori nicotinici: canali neuronali che rispondono alle sollecitazioni della nicotina contenuta nel fumo di sigaretta. Come? Scatenando inizialmente una reazione di piacere e poi rilasciando stimoli di astinenza, che spingono il fumatore ad accendere un’altra sigaretta, innescando il vizio.

La citisina inibisce questo processo: frenando i recettori nicotinici fa in modo che la sigaretta non generi sensazioni positive e che il tabagista percepisca l’assunzione di tabacco come sgradevole.

Con un po’ di costanza e di determinazione, la citisina riesce quindi a cancellare il piacere del fumo, disincentivando il vizio.

Dove trovare i farmaci a base di citisina?

La citisina è un principio attivo disponibile in farmacia come preparato galenico magistrale.

Tradotto: le farmacie che dispongono di laboratori idonei possono realizzare farmaci specifici a base di questo prodotto.

I vantaggi di rivolgersi ad una farmacia attrezzata? Quella di poter ottenere un farmaco personalizzato, con un dosaggio esclusivo in base alle necessità individuali ed una posologia ad hoc.

Vuoi saperne di più? Chiedi subito informazioni al tuo farmacista: oggi è il giorno giusto per smettere di fumare.

Alluce valgo: migliora la salute del piede in farmacia

Alluce valgo: migliora la salute del piede in farmacia

02 Giugno 2020

Chiunque soffra di alluce valgo sa benissimo quanto possa essere fastidioso, non solo a livello estetico, ma anche e soprattutto, a livello fisico. Comunemente chiamato "cipolla", è una deformità dell'articolazione alla base dell'alluce.

La cause che portano alla nascita di questa deformazione sono molteplici e vanno dall'utilizzo di scarpe troppo strette o poco adatte alla forma del piede, all'artrite, da patologie come la sindrome di Marfan, fino a fattori genetici.

Il sintomo principale legato a questa irregolarità è il dolore. Ma non solo. Chi soffre di alluce valgo avrà, in prossimità della parte, la pelle più dura, callosa e rossa, gonfiore all'articolazione, l'alluce che punta all'interno verso le altre dita e, più in generale, una modifica della forma del piede.

Un aiuto dalla farmacia!

Per correggere definitivamente questo problema, l'unico modo è affidarsi alla chirurgia, ma solo previa autorizzazione medica e mai per questioni puramente estetiche.

Per fortuna, però, è possibile intervenire anche con altri rimedi che potete trovare comodamente in farmacia e che vi aiuteranno a gestire al meglio questo disturbo.

Ecco i più utilizzati:

  • I cerotti: disponibili in gel o tessuto-non-tessuto, possono essere utilizzati più volte. Si applicano sulla parte e impediscono lo sfregamento del piede nella scarpa, riducendone la pressione.
  • I plantari o distanziatori delle dita: inseriti direttamente nelle scarpe, aiutano il riallineamento delle ossa del piede. Diminuiscono la compressione sulla zona interessata e riducono il dolore.
  • Analgesici: come qualunque tipo di medicinale antidolorifico non risolvono la causa ma aiutano a non sentire il dolore.

In generale, per alleviare i sintomi causati da alluce valgo, è importante utilizzare della calzature comode e con poco tacco. Ideali sono quelle in cuoio morbido perché non esercitano pressione sul piede.

Per scegliere il rimedio più adatto è sempre bene chiedere consiglio al vostro farmacista di fiducia che potrà indicarvi il prodotto migliore in base alle vostre esigenze. Fare delle belle passeggiate non sarà più un problema!

Occhi arrossati? Ecco come alleviare l´infiammazione oculare

Occhi arrossati? Ecco come alleviare l´infiammazione oculare

30 Maggio 2020

A meno che non siate dei vampiri, avere gli occhi rossi è il sintomo che qualcosa non va. I motivi dell'arrossamento possono essere innescati da diverse cause: virale, batterica, traumatica o anche allergica. Dalla congiuntivite fino all'uso prolungato di lenti a contatto, sono molti i fattori per cui possono infiammarsi gli occhi.

L'arrossamento può essere transitorio, quando ha una durata limitata e senza particolari conseguenze, oppure persistente, quando nasce a causa di vere e proprie patologie.

Fondamentale in questi casi è chiedere sempre consiglio al medico per avere una giusta diagnosi e agire nel modo corretto.

Come fare per diminuire il rossore?

Di qualunque natura sia la causa dell'infiammazione è importante fermarla per ripristinare il giusto stato di salute di questa zona delicatissima.

La prima cosa da fare è non sfregare gli occhi con le mani. Se il rossore è transitorio, potete optare per degli impacchi calmanti naturali oppure utilizzare delle apposite gocce oculari, lacrime artificiali e dei colliri.

Le gocce oculari sono di fatto dei colliri a base di nafazolina, il principio attivo ad azione decongestionante che, oltre a diminuire e curare lo stato di arrossamento e bruciore, elimina l'irritazione. Per avere sollievo sarà sufficiente applicare, nell'angolo interno dell'occhio, 1 o 2 gocce di questi prodotti, facendo sempre attenzione a non abusarne.

Utilizzare le gocce con la giusta frequenza e posologia è importante: per questo chiedete sempre consiglio al vostro farmacista di fiducia che saprà indicarvi il modo corretto è più efficace per curare la vostra infiammazione oculare.

Febbre alta nei bimbi: come comportarsi

Febbre alta nei bimbi: come comportarsi

28 Maggio 2020

Vostro figlio ha la febbre e il termometro continua a salire? Non fatevi prendere dal panico. La febbre alta nei bambini, infatti, è un evento usale che non deve creare allarmismi, ma che, al tempo stesso, non deve essere sottovalutato.

Ad esempio, dopo una vaccinazione o durante la comparsa dei denti, la febbre nei bambini può salire e tale evento è abbastanza normale.

Tuttavia, nei bambini – così come negli adulti – la febbre è il sintomo che qualcosa non sta andando nell’organismo. La febbre, infatti, è uno strumento di difesa che si manifesta in presenza di un virus o batteri. Per considerarla alta, la temperatura corporea deve superare i 38° C.

Che fare in questi casi? Se, dopo aver misurato la febbre al piccolo – quattro volte al giorno, lontano dai pasti, meglio se utilizzando un termometro elettronico auricolare – la temperatura resta per 48 ore oltre i 38 gradi, è possibile somministrare farmaci a base di paracetamolo o di ibuprofene, gli unici consentiti per la cura di un bambino.

Questi farmaci aiutano a fare scendere la febbre al piccolo, permettendo anche di alleviare i dolori muscolari e il malessere generale generato dall’alta temperatura corporea. Per le modalità di somministrazione e per le dosi consigliate, fate sempre riferimento al vostro pediatra o al farmacista di fiducia.

Oltre alla terapia medicinale, è bene seguire alcuni consigli utili per contrastare la febbre alta: innanzitutto, fate bere molto il bambino, per evitare la disidratazione. Quindi, non copritelo oltremodo: il corpo deve avere l’opportunità di disperdere il calore dato dalla febbre. Infine, se ancora neonato, continuate ad allattarlo al seno regolarmente.

Qualora, dopo le 48 ore e dopo la somministrazione dei primi farmaci, la febbre non dovesse diminuire, contattate il vostro pediatra per gli approfondimenti del caso.

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