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Come alleviare il fastidio della dentizione

Come alleviare il fastidio della dentizione

17 Aprile 2021

Con l’arrivo dei primi dentini, possono comparire anche i primi fastidi del cavo orale: durante il processo di dentizione i bambini possono lamentare dolore, prurito e gonfiore gengivale e, talvolta, manifestare qualche linea di febbre.

Aiutare i più piccoli ad alleviare il dolore della bocca e delle gengive è possibile, ecco come!

  1. Massaggio delicato

Il primo, semplice, consiglio è quello di lenire un po’ il prurito e l’infiammazione orale con un massaggio lieve. Utilizzate una garza idrofila e strofinatela leggermente sulle gengive del piccolo, ripetendo l’operazione più volte al giorno.

  1. Anelli da dentizione

Durante il periodo della dentizione i bambini sono smaniosi di mordere e rosicchiare oggetti rigidi e ruvidi. Favorite questo istinto naturale, dando al piccolo degli anelli da dentizione: supporti gommosi, realizzati con materiali sicuri, che il bambino può mordere ogni volta che ne sente la necessità. Per lenire il fastidio e dare immediato sollievo alle gengive gonfie ed infiammate, scegliete quelli che possono essere messi in freezer.

  1. Balsami gengivali

In farmacia esistono diverse tipologie di balsami gengivali, specifici per alleviare i disturbi della dentizione infantile. Grazie alla speciale formulazione, questi prodotti formano una delicata pellicola protettiva che sigilla la gengiva e la isola dal contatto con elementi esterni. Nel frattempo, il balsamo svolge una funzione lenitiva dal dolore e rinfresca la zona.

Nei casi più acuti, sotto la consulenza del pediatra o del farmacista, è possibile ricorrere a gel gengivali che contengono piccole dosi di anestetico locale. Prima di somministrare un farmaco al bambino, però, chiedete consiglio al medico di fiducia.

Stop all´acne controllando i livelli di vitamina B12

Stop all´acne controllando i livelli di vitamina B12

15 Aprile 2021

Generalmente compare intorno ai 14 anni e accompagna per tutta la durata dell'adolescenza. Stiamo parlando dell'acne, una malattia delle pelle di origine infiammatoria, che provoca fastidiosi inestetismi a livello cutaneo. Questa patologia può perdurare anche in età adulta e spesso, lasciando segni visibili sull'epidermide, risulta fastidiosa sia a livello estetico che psicologico.

Per questo, per una corretta azione curativa e di prevenzione, è importante conoscerne le cause.

Vitamina B12: attenti alla quantità!

Una dei fattori scatenanti dell'acne, è la presenza di un batterio, il Propionibacterium acnes e dell'eccessiva dose di Vitamina B12 nell'organismo. In particolare è stato dimostrato come l'aumento nel nostro corpo della cobalamina presente in questa vitamina, stimoli il batterio a produrre maggiori quantità di porfirina, una molecola che, attaccando la pelle e le ghiandole sebacee, ne causa la distruzione, favorendo l’insorgere dell’acne.

Alimentazione, alleata della pelle

Per questa ragione l'alimentazione può giocare un ruolo fondamentale nella cura di questo disturbo. Vediamo come.

La Vitamina B12, è presente negli alimenti proteici di origine animale come la carne rossa e bianca, il pesce (aringhe e sgombri), le uova, i latticini e i molluschi. Una dieta ricca di questi cibi, quindi, favorirebbe il formarsi dell'acne, soprattutto in quei soggetti più predisposti. Ridurre l'assunzione di questo tipo di alimenti, optando per un regime alimentare più diversificato, può diminuire il manifestarsi della malattia.

Oltre all'alimentazione, per combattere a livello locale questi inestetismi, potete chiedere consiglio al vostro farmacista di fiducia che saprà indicarvi i prodotti più adatti, per una corretta detersione e una cura più mirata della vostra pelle.

Cambio di stagione: ecco come affrontarlo al meglio

Cambio di stagione: ecco come affrontarlo al meglio

13 Aprile 2021

L’arrivo della primavera e l’entrata in vigore dell’ora legale vi hanno messo KO? Non siete i soli. Recenti studi, infatti, hanno dimostrato che il cambio di stagione colpisce un numero elevato di persone, a tutte le età. La cosiddetta SAD – la Seasonal Affective Disorder – può presentarsi con i sintomi più disparati: dal senso diffuso di stanchezza e pigrizia, all’insonnia frequente, fino alla maggiore irritabilità.

Il cambio di stagione non fa sconti a nessuno. Le ragioni sono da ricercare negli sbalzi ormonali, causati dalle differenze di temperatura e di luce, che si ripercuotono sulle funzionalità complessive dell’organismo.

Non c’è però da preoccuparsi: il malessere stagionale non è grave. Basta abituare il corpo alla nuova stagione per tornare in forze.

Per velocizzare questo processo di adattamento ed apprezzare la primavera in tutta la sua solarità, è bene seguire alcuni semplici accorgimenti.

Innanzitutto, per ritrovare vitalità e sorriso, è fondamentale uno stile di vita sano: ad esempio, praticando una costante attività fisica ridurrete l’esposizione ai sintomi del cambio di stagione. Meglio se fatta all’aria aperta, durante le giornate più soleggiate. Il calore solare e il movimento aiuteranno il corpo a riattivarsi dal torpore invernale, ritrovando le energie perdute. Non solo: l’attività fisica è un vero toccasana anche per il sonno, generalmente disturbato dal cambio di stagione.

Fate attenzione anche all’alimentazione: una dieta ad alto valore energetico, fatta di frutta e verdura di stagione, di proteine e di minerali è l’ideale per aiutare il metabolismo a funzionare correttamente.

Non dimenticate, infine, l’importanza degli integratori vitaminici, alleati irrinunciabili per il benessere fisico durante il cambio di stagione. Quali scegliere? Chiedete consiglio al farmacista, saprà indicarvi gli integratori più adatti alle vostre necessità.

Tutto sulla vitamina K: un toccasana per sangue e ossa

Tutto sulla vitamina K: un toccasana per sangue e ossa

10 Aprile 2021

Il verde è il colore della speranza ma è anche quello della salute. In tutte le verdure a foglia verde, infatti, è presente un elemento estremamente importante per il nostro organismo. Parliamo della vitamina K, anche chiamata vitamina di coagulazione.

Il suo nome deriva dalla parola danese koagulation poiché, il suo effetto principale, è quello di sviluppare dei fattori di coagulazione del sangue, aiutando l’arresto delle emorragie. Negli ultimi anni, poi, si è scoperto come questa vitamina influisce nella formazione e nella conservazione delle ossa, intervenendo nella produzione di osteocalcina, la proteina atta a prevenire l’indebolimento osseo durante la fase di post-menopausa.

Il verde che dona salute

La vitamina K è presente in moltissimi alimenti, in particolare nelle verdure come spinaci, cipolle, cavoletti di Bruxelles, coste e porri. Ma anche negli oli vegetali, fiocchi di avena, legumi e burro. Con un'alimentazione sana ed equilibrata, quindi, è molto facile assimilare le giuste dosi quotidiane di questo concentrato di benessere.

Nei soggetti adulti è difficile che si riscontri una carenza di questo elemento e quando avviene, solitamente, è a causa di malattie associate a disturbi dell’assorbimento dei grassi nell’intestino.

Questo, però, non vale per i neonati i cui fattori di coagulazione del sangue non sono ancora maturi. Il latte materno contiene dosi molto basse di vitamina K e, quindi, risulta importante aggiungerla con degli integratori.

Per questo motivo, è sempre bene chiedere consiglio al medico e al farmacista di fiducia che vi sapranno indirizzare verso la soluzione migliore per una corretta assimilazione di questo importantissimo elemento di salute.

Test di gravidanza: ecco cosa sapere

Test di gravidanza: ecco cosa sapere

06 Aprile 2021

Desiderate conoscere se siete rimaste incinta, anche qualche giorno prima della data presunta del ciclo? Grazie all’innovazione medica ora si può. In farmacia, infatti, esistono test di gravidanza urinari che possono fornire dati attendibili fino a 3 giorni prima del possibile ritardo.

L’ormone Beta HCG – ovvero quello prodotto dalle cellule che andranno a comporre la successiva placenta – può essere rintracciato nel sangue e nell’urina già 8 giorni dopo la fecondazione. Qualora il primo test dovesse essere negativo, ma il ritardo del ciclo dovesse proseguire, è bene rieseguire la prova dopo una settimana per verificare con più accuratezza la possibile gravidanza.

Ma come funziona effettivamente il test di gravidanza urinario disponibile in farmacia?

Innanzitutto, è necessario eseguire il test di gravidanza al mattino, perché le urine sono molto più concentrate e di conseguenza anche il livello di Beta HCG è massimo. In base al tipo di stick acquistato, poi, si deve attendere l’apparizione di una stanghetta colorata oppure aspettare che il sistema digitale del test elabori la pipì, restituendo il risultato “incinta” o “non incinta” ed eventualmente il numero di settimane di gravidanza.

Per la rilevazione, è possibile mettere alcune gocce di urina sul test o immergerlo, dopo aver raccolto la pipì in un contenitore, per una decina di secondi.

Basta attendere qualche minuto per ottenere il risultato. È bene ricordare che il test di gravidanza urinario è affidabilissimo, fino al 99% dei casi: tuttavia, per ottenere un responso ancora più accurato è necessario sottoposi ad un prelievo sanguigno, per una diagnosi sicura al 100%.
Melatonina contro l’ovaio policistico: la scoperta è italiana

Melatonina contro l’ovaio policistico: la scoperta è italiana

25 Gennaio 2020

Una donna su 10 soffre di ovaio policistico: una patologia metabolica ed endocrinologica molto diffusa, legata ad uno squilibrio tra ormoni femminili e maschili.

Le pazienti che soffrono di questo disturbo hanno una produzione massiccia di androgeni ed una scarsità di estrogeni, i tipici ormoni della femminilità.

Visivamente, i più frequenti sintomi della patologia sono un’aumentata peluria sul viso, una fragilità dei capelli – che cadono più facilmente – ed intense eruzioni cutanee ed acneiche.

Il quadro clinico delle donne affette da questa patologia, può anche risultare aggravato da una maggiore resistenza all’insulina: la sindrome dell’ovaio policistico, in alcuni casi, può scatenare diabete ed ipertensione.

Il sintomo più importante ed eclatante, però, è l’irregolarità del ciclo mestruale, che può essere completamente assente o molto scarso.

Melatonina per curare l’ovaio policistico

Un recente studio condotto da un team di ricercatori italiani ha verificato possibili connessioni tra l’assunzione di melatonina e il miglioramento della sindrome dell’ovaio policistico.

Cosa c’entra l’integratore del sonno con le patologie ormonali?

La melatonina gode di note virtù antiossidanti, ideali contro gli stati infiammatori, di precoce degenerazione ed invecchiamento cellulare.

Nel caso dell’ovaio policistico, la melatonina si è dimostrata molto efficace nel salvaguardare i follicoli dallo stress ossidativo e nel migliorare la qualità dell’ovulo stesso, portandolo anche a corretta maturazione.

I vantaggi di assumere melatonina per curare l’ovaio policistico?

L’assenza di terapie farmacologiche: la melatonina, infatti, non è un medicinale, ma un integratore ed è quindi libero da effetti collaterali.

Chiedi consiglio al tuo medico ed al tuo farmacista: l’ovaio policistico, da oggi, può essere trattato in modo più naturale.

Misuri la pressione? Attenzione a non fare questi errori

Misuri la pressione? Attenzione a non fare questi errori

23 Gennaio 2020

Stanchezza cronica, vertigini, mancanza di concentrazione, mal di testa o nausea. I sintomi che possono manifestarsi in caso di problemi di pressione sono molti, più o meno evidenti. Per questo è importante effettuare una corretta e periodica misurazione.

Che lo si faccia in ambulatorio o in farmacia, con l'assistenza di personale specializzato, o a casa da soli, con gli appositi strumenti in commercio, è bene sapere quali accorgimenti seguire per avere una lettura chiara e inalterata di tutti i valori.

In generale, viene considerata normale una pressione sistolica (massima) inferiore ai 130 mm Hg e la diastolica (minima) inferiore a 85 mm Hg (millimetri di mercurio, unità di misura della pressione utilizzata in medicina).

Ecco alcuni consigli per una misurazione perfetta!

Attenti alla postura. Non avere la schiena e i piedi ben appoggiati a terra può aumentare tra i 6 e i 10 punti la misurazione della pressione.

Ѐ importante ricordarsi di non accavallare mai le gambe, anche questo può alterarne i valori!

Il braccio su cui si effettua la rilevazione deve essere ben appoggiato su un tavolo o su una sedia e possibilmente nudo. Il bracciale di misurazione deve essere posizionato all'altezza del cuore e non deve essere troppo piccolo. In caso contrario i valori rilevati potrebbero risultare più alti da 2 a 10 punti.

Ricordatevi di fare pipì prima della misurazione. La vescica piena può aggiungere fino a 15 punti alla lettura della vostra pressione.

Infine, per evitare alterazioni, è importante rimanere in silenzio e fermi per tutta la durata della procedura.

Per evitare di commettere errori, fatevi misurare la pressione dal vostro farmacista: vi saprà supportare al meglio.
Pillola anticoncezionale: che fare in caso di dimenticanza

Pillola anticoncezionale: che fare in caso di dimenticanza

21 Gennaio 2020

Saltare l'assunzione della pillola anticoncezionale può capitare a tutti. Vuoi per i ritmi di vita fin troppo frenetici, vuoi per distrazione o per impossibilità fisica, a volte capita di non seguire le corrette istruzioni d'uso.

Che fare quindi quando ci si trova in questa situazione?

Prima di tutto è bene ricordare che la pillola è un vero e proprio farmaco. Per questo, per evitare la perdita del suo beneficio o il presentarsi di effetti collaterali, come mal di testa, nausea e gonfiori, è importante assumerla nel modo corretto.

In caso di dimenticanza, quindi, è necessario seguire alcune regole "riparatorie".

Se la dimenticanza è di poche ore, non succede nulla. Vi basterà prendere la pillola appena possibile e continuare il suo utilizzo come sempre.

Nel caso il ritardo nell'assunzione superi le 12 ore, la sua funzione anticoncezionale potrebbe essersi ridotta o annullata.

Ritardo oltre le 12 ore: come comportarsi in questo caso?

Se la disattenzione è avvenuta durante la prima settimana, dopo la pausa dei sette giorni, il rischio di gravidanza può essere elevato. Ѐ importante, quindi, assumere la compressa dimenticata appena possibile e avere rapporti protetti per i sette giorni successivi.

Quando la pillola è stata dimenticata nel corso della seconda settimana, giorno 8-14, non ci sono rischi particolari e quindi, non sarà necessario utilizzare ulteriori metodi anticoncezionali nei sette giorni successivi. Questo a meno che la dimenticanza non sia stata di due o più compresse.

In caso di dimenticanza nella terza settimana, giorno 15-21, il rischio di gravidanza esiste. Oltre a recuperare l'assunzione della pillola "persa" si dovrà iniziare il ciclo successivo senza fare intervalli. Altro rimedio è sospendere l'assunzione delle compresse, aspettare sette giorni senza compressa e proseguire poi con la normale posologia.

Per evitare una scorretta assunzione o rimedi fai da te poco appropriati, è sempre bene consultare il personale specializzato. Il vostro medico o farmacista potranno aiutarvi e consigliarvi nel modo migliore.

Tratta i denti sensibili con il dentifricio più adatto

Tratta i denti sensibili con il dentifricio più adatto

18 Gennaio 2020

Il fastidio gengivale e l’elevata sensibilità dentale sono chiari segnali che la bocca ha bisogno di attenzione. La scarsa cura dentale, infatti, rischia di compromettere l’intera igiene orale.

I denti, in questi casi, possono diventare molto vulnerabili e provocare forte dolore: il motivo è da ricercare nell'usura dello smalto o nella recessione del colletto delle gengive.

Ecco che per lenire il dolore provocato dalla sensibilità dentale i farmaci analgesici diventano un prezioso alleato. Ma questo trattamento non è sufficiente: oltre alla gestione del dolore, è necessario intervenire direttamente in bocca, utilizzando dentifrici appositamente studiati per denti sensibili.

Utilizzandoli per almeno 2 volte al giorno, questi prodotti garantiscono numerosi benefici.

Ad esempio, la formulazione di questi dentifrici consente di creare uno strato protettivo in bocca per proteggere dal dolore e dal fastidio i denti più fragili.

Inoltre, un dentifricio per denti sensibili è in grado di rinforzare e irrobustire lo smalto, proteggendo tutta la cavità orale dalla formazione della placca.

Protezione dei denti, ma non solo: questi dentifrici a base di calcio e fosfato aiutano anche a mantenere le gengive più sane.

Infine, i dentifrici per denti sensibili sono particolarmente indicati per ristabilire il bianco naturale della dentatura, rinfrescando l'alito e donando una prolungata sensazione di lucentezza.

Dite addio alla recessione gengivale e all’elevata sensibilità dentale: utilizzando un dentifricio per denti sensibili aiuterete a mantenere le gengive sane e i denti forti.

In farmacia sono disponibili numerose formulazioni: chiedete consiglio al vostro farmacista per scegliere il prodotto migliore per la salute della vostra bocca.

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