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Pelle già abbronzata: si può rinunciare alla crema solare?

Pelle già abbronzata: si può rinunciare alla crema solare?

07 Luglio 2020

Basta un piccolo raggio di sole in primavera per far scattare la voglia di abbronzatura. Iniziano i pomeriggi in giardino o sul balcone di casa, tutto per arrivare alle desiderate vacanze con la pelle già colorata.

Chiunque pensi che essere già abbronzati sia la soluzione per non mettere la crema protettiva, rimarrà deluso.

Creme solari, irrinunciabili amici della pelle

L'abbronzatura, infatti, se da un lato può essere utile ad evitare scottature, dall'altro non serve a nulla contro i danni causati dai raggi ultravioletti. Che la vostra cute sia già dorata o bianca come una mozzarella, la protezione solare è necessaria a garantirne il normale benessere.

A seconda del vostro fototipo è importante scegliere il prodotto più adatto per proteggere l'epidermide dagli effetti dannosi dei raggi UVA e UVB. E non parliamo solo a chi sceglierà di trascorrere le vacanze al mare, con parecchi centimetri di pelle esposta al sole. La protezione va applicata anche in montagna e in città, soprattutto nelle zone più scoperte come viso e decollété.

Vi state chiedendo se non sia sufficiente rimediare con il doposole? Anche in questo caso ci dispiace deludervi. Questi prodotti, pur svolgendo un'azione lenitiva e idratante, alleviano la sensazione di bruciore e arrossamento, ma non agiscono contro i danni irreparabili provocati dai raggi ultravioletti.

Per tutte queste ragioni è importante chiedere consiglio al vostro farmacista di fiducia che saprà indicarvi la formulazione e il fattore di protezione migliore per la vostra cute. Al rientro in ufficio sfoggerete un'abbronzatura invidiabile e tutta la bellezza di una pelle sana!
Cheratosi attiniche, un problema della cute sempre più diffuso

Cheratosi attiniche, un problema della cute sempre più diffuso

04 Luglio 2020

Ormai lo sapete, i raggi solari sono dannosi per la pelle. Dalle scottature alle macchie, fino alla formazione di cheratosi attiniche. Ne avete sentito parlare?

Cheratosi attiniche: cosa sono?

Questa patologia è legata all'età e al fototipo della persona interessata. Ne soffrono circa il 60% degli individui a pelle chiara che hanno superato i 40 anni e l'80% degli anziani sopra i 60 anni. Di fatto, sono lesioni cutanee che coinvolgono zone del corpo esposte eccessivamente ai raggi ultravioletti, per questo viene chiamata anche cheratosi solare. Le zone più colpite sono volto, mani, tronco e cuoio capelluto e si presentano come macchie di piccole dimensioni, placche desquamanti ed eritemi.

In riferimento a questa malattia è bene sapere che:

  • le radiazioni solari sono in grado di attraversare le nuvole;
  • i raggi del sole sono riflessi dalla sabbia e dalla neve determinando una "doppia" esposizione;
  • le radiazioni delle lampade abbronzanti sono ancora più dannose dei raggi solari.

Questo disturbo non deve essere assolutamente sottovalutato perché, di fatto, può rappresentare il primo stadio nella formazioni di tumori spinocellulari.

Come curarla?

Intervenire contro la cheratosi attinica è possibile. Se le lesioni della cute sono inferiori a 6, si può ricorrere alla crioterapia o cura del freddo, mediante l'applicazione di ghiaccio sulla parte interessata.

Se maggiori di 6, invece, è bene adottare una terapia farmacologica.

Il vostro farmacista di fiducia saprà indicarvi i preparati migliori che vanno acquistati sempre sotto indicazione medica. Chiedete sempre consiglio al personale specializzato per evitare errori nell'applicazione e curarvi in modo più mirato ed efficace.

Ultimi sprazzi di sole: come prevenire l´herpes labiale

Ultimi sprazzi di sole: come prevenire l´herpes labiale

02 Luglio 2020

A seconda della gravità, può manifestarsi con un leggero pizzicore o bruciore sul labbro, ma anche con prurito o una sensazione di formicolio. Stiamo parlando dell'herpes labiale.

Il virus che causa questa infezione, l'Herpes Simplex, può rimanere latente nel nostro organismo per molto tempo, sfociando poi all'improvviso con bollicine e lesioni sulle labbra.

Le cause scatenanti sono molteplici per esempio lo stress, l'abbassamento delle difese immunitarie, una dieta non corretta e l’eccessiva esposizione al sole.

Herpes labiale: amici e nemici

Ebbene sì. Gli amanti della tintarella, se soggetti al virus, dovrebbero prestare molta più attenzione a come esporsi ai raggi solari, anche in questi primi giorni autunnali.

Ecco allora qualche utile consiglio per prevenire l'herpes labiale senza rinunciare all'abbronzatura.

  • prendete poco sole: esporsi moderatamente fa bene al corpo e al sistema immunitario, farlo eccessivamente, invece, produce l'effetto contrario. Mi raccomando, non dimenticatevi di utilizzare la protezione solare;
  • curate l'alimentazione: privilegiare gli alimenti ricchi di lisina – dalle grandi proprietà antivirali - aiuta a contrastare la comparsa del virus. Via libera a pesce, pollo, latticini, fagiolini e quasi tutta la frutta e la verdura;
  • assumete vitamina C: supporta il sistema immunitario e aiuta a prevenire le infezioni;
  • evitate il contatto con persone infette: non utilizzare le loro stesse posate o bicchieri, ma anche rossetti, creme o cosmetici in generale;
  • lavatevi bene le mani: seguire delle buone norme di igiene ridurrà la possibilità di contagio.

Se nonostante questi accorgimenti l'herpes dovesse comunque presentarsi, niente paura. Portate pazienza e chiedete consiglio al vostro farmacista di fiducia che saprà indicarvi il giusto rimedio per eliminarlo nel più breve tempo possibile.

Con lo scrub esfoliante prepara la tua pelle all´estate

Con lo scrub esfoliante prepara la tua pelle all´estate

30 Giugno 2020

Ormai lo sapete, la cura della pelle è fondamentale. La normale beauty routine è un ottimo alleato, ma non basta. Per una cute sempre al top oltre a detergente, tonico e crema idratante, è bene effettuare un altro passaggio di bellezza: lo scrub.

Tanti vantaggi in un solo gesto

Un'accurata esfoliazione è importantissima per la salute dell'epidermide. Oltre a svolgere un'azione rigenerante, lo scrub permette l'eliminazione dello strato superficiale di cellule morte e impurità che si depositano sulla cute – come accade con lo smog – donandole un aspetto più luminoso, giovane e sano. Per evitare il formarsi di irritazioni, però, è opportuno non eseguire lo scrub troppo spesso. Una volta la settimana sarà più che sufficiente.


Scrub, amico dell'abbronzatura

Lo scrub è un vero e proprio alleato di bellezza e in estate lo è ancora di più. Se pensate che con l'esfoliazione anche l'abbronzatura ne risenta, vi sbagliate. Una pulizia approfondita della pelle esalterà il colorito della carnagione. Per ottenere i risultati desiderati, dovete però seguire alcune regole ben precise.

Eccole:

  • Lo scrub deve essere fatto una settimana prima dell'esposizione al sole. L'epidermide, infatti, assottigliandosi potrebbe risultare più sensibile e predisposta ad eritemi o scottature.
  • Durante le vacanze l'esfoliazione deve essere leggerissima. Evitate di farla se vi siete scottati, non strofinate mai troppo, non mettetevi al sole subito dopo il trattamento e proteggete sempre la vostra pelle con un'adeguata crema solare.

In farmacia, su consiglio del personale specializzato, potete trovare creme e lozioni esfolianti delicate, specifiche per corpo o viso e adatte al vostro tipo di pelle, per effettuare lo scrub nel modo corretto e avere un'abbronzatura perfetta!

Ferro, un ottimo alleato nella stagione estiva

Ferro, un ottimo alleato nella stagione estiva

27 Giugno 2020

Sole, caldo, bella stagione e… fatica fisica! Spesso, anche se in vacanza o a riposo, ci sentiamo stanchi e deboli. Generalmente viene data la colpa al caldo o all'afa, ma, in realtà, una delle cause che determinano il senso di debolezza e astenia è la carenza di un minerale molto importante per il nostro organismo, il ferro.

L'importanza del ferro

Le funzioni di questo elemento sono molteplici e vanno dal trasporto di ossigeno ai tessuti, al trasferimento di elettroni nella catena respiratoria, fino all’attività dei sistemi enzimatici.

I livelli di assunzione raccomandati sono di circa 12 mg/die per gli uomini e 18 mg/die per le donne che, per via del ciclo mestruale, hanno bisogno di un apporto maggiore rispetto a quello maschile.

In estate, poi, con l'aumento delle temperature e della sudorazione, disperdiamo molte delle sostanze necessarie al buon funzionamento del nostro corpo che, quindi, devono essere reintegrate.

L'alimentazione: sempre al primo posto

Il ferro si trova in molti alimenti. Quello presente nelle proteine animali, per esempio, si assorbe più facilmente di quello dei vegetali che, invece, deve essere trasformato.

Per un apporto corretto di questo minerale si dovrebbe:

  • mangiare una volta al giorno una porzione di carne o pesce;
  • consumare due porzioni di verdura al giorno, l'ideale sono quelle a foglia verde, da condire con limone o agrumi per favorirne l'assorbimento;
  • mangiare una porzione di legumi almeno tre volte la settimana;
  • optare per pasta e pane integrali;
  • fare colazione con una porzione di cereali.

Buone notizie! Anche il cioccolato fondente contiene ferro e in più svolge un’azione positiva sull’umore.

Se l'alimentazione non basta, rivolgetevi al vostro farmacista di fiducia, che saprà consigliarvi degli integratori specifici e una dieta più equilibrata.

Caldo torrido: ecco come conservare i farmaci

Caldo torrido: ecco come conservare i farmaci

25 Giugno 2020

Estate fa rima con caldo. Le alte temperature, però, non vanno per nulla d'accordo con i medicinali. Se normalmente è importante conservarli nel modo corretto, nella stagione estiva è necessario usare ancora più attenzione, per non alterarne i principi attivi e mantenerne intatta l'efficacia.

Consigli per una buona conservazione

Ecco quindi come conservare i farmaci in ottimo stato, preservandone le componenti:

- no all’umidità: non teneteli in ambienti umidi. In particolare, i prodotti per verificare glicemia, gravidanza o l’ovulazione, essendo sensibili all'umidità potrebbero compromettersi;

- evitate gli sbalzi di temperatura: non lasciate i medicinali in luoghi dove potrebbero prendere troppo calore o sotto la luce diretta del sole. La stessa cosa vale per le temperature fredde;

- leggete le indicazioni sul foglietto illustrativo: teneteli in luoghi freschi e asciutti, con una temperatura che non superi i 25° e lontani da fonti di calore. Se specificato, invece, rispettate i metodi di conservazione consigliati, evitando così che diventino dannosi;

- verificatene l'aspetto: se il medicinale vi appare con colore o odore diversi e con difetti, non assumeteli e consultate il medico o il farmacista;

- attenti agli spray: per conservarli utilizzate dei contenitori termici. Le confezioni metalliche in cui sono contenuti si surriscaldano molto facilmente, per questo andrebbero tenuti in luoghi areati e lontani dal sole. Se possibile, privilegiate le formulazioni solide;

· evitate di cambiare le confezioni: in questo modo saranno sempre riconoscibili e non commetterete errori di assunzione o conservazione.

In ogni caso, se siete in dubbio sulla buona tenuta di un farmaco, chiedete sempre consiglio al vostro farmacista di fiducia, che saprà indicarvi come agire nel modo opportuno.
Otite estiva: come proteggere vostro figlio

Otite estiva: come proteggere vostro figlio

23 Giugno 2020

La scuola è finita, arrivano le vacanze! Tuffi, giochi e immersioni, che sia al mare o in piscina i bambini sono sempre dentro e fuori dall'acqua. Divertente finché, a rovinare la festa, arriva il "nemico" numero uno dell'estate, l'otite, un'infiammazione dell'orecchio solitamente di natura infettiva.

Questo disturbo colpisce circa il 75% dei bambini durante i primi tre anni di vita. Con la bella stagione, poi, gli sbalzi di temperatura per l'aria condizionata e i bagni prolungati nell'acqua, favoriscono questa patologia, dolorosa per i più piccoli e fastidiosa per tutta la famiglia.

Come prevenire l'otite

Per assicurarvi un'estate senza imprevisti ed evitare che questo malattia colpisca il vostro bambino è importante seguire qualche piccola dritta:

  • evitate che vostro figlio trascorra troppo tempo in acqua;
  • se neonati, meglio riempire un catino di acqua dolce in cui immergerli perché l'acqua di mare, di lago o della piscina può risultare eccessivamente batterica;
  • appena uscito dall'acqua, asciugategli le orecchie delicatamente con un asciugamano;
  • evitate di utilizzare sapone, shampoo o bagnoschiuma per la pulizia delle orecchie e quando utilizzate i bastoncini per la parte interna prestate molta attenzione. La rimozione del cerume dal condotto uditivo può provocare lesioni alla cute che darebbero il via libera a infezioni e batteri;
  • in caso di formazioni di tappi, causati dall'accumulo di cerume, è necessario rivolgersi all'otorino che provvederà a rimuoverlo nel modo opportuno. Evitate il fai da te!
  • pulite sempre il naso del vostro bambino facendo dei lavaggi nasali con soluzione fisiologica.

In ogni caso, per intervenire nel modo corretto, potete chiedere consiglio in farmacia, dove il personale specializzato saprà consigliarvi il giusto trattamento per curare questa patologia e continuare serenamente la vostra vacanza.

HIV e AIDS: ecco cosa sapere

HIV e AIDS: ecco cosa sapere

20 Giugno 2020

La disinformazione legata all’HIV e all’AIDS è tanta e ciò, oltre a fomentare la paura verso queste malattie, crea mancanza di consapevolezza anche sulle modalità migliori per tutelarsi.

Per questo è importante partire dalle definizioni: l’HIV, o virus da immunodeficienza umana, è l'agente responsabile della sindrome da immunodeficienza acquisita, anche detta AIDS. Questo virus, danneggiando i linfociti, un particolare tipo di globuli bianchi il cui compito è quello di eliminare batteri e virus dal nostro corpo, compromette la funzionalità del sistema immunitario. In questo modo può dare origine a infezioni croniche e sviluppo di tumori, fino alla morte.

Quando l’informazione salva la vita

Il contagio si sviluppa in quattro fasi: incubazione, infezione acuta, periodo di latenza e AIDS. La prima fase ha sintomi molto simili a quelli dell’influenza. Per riconoscerla, quindi, è necessario effettuare degli esami del sangue o un test salivare specifico.

Il virus dell’HIV si trasmette attraverso il sangue o i liquidi corporei e, una volta affetti, non può essere guarito. Nonostante la lotta sia ancora lunga, però, ad oggi disponiamo di farmaci molto più efficaci che possono davvero fare la differenza.

Attraverso una “terapia antiretrovirale”, infatti, è possibile contrastarne il decorso. Bloccando quattro meccanismi chiave del virus, gli si impedisce di raggiungere le cellule e la quarta fase della malattia, quella dell’AIDS. Di fatto, quindi, si può cronicizzare ma non eliminare definitivamente. Attualmente, sono in fase di studio nuove terapie sperimentali che potrebbero essere applicate per ridurre gli effetti devastanti di questa malattia.

Per qualunque informazione relativa al virus dell’HIV e all’AIDS e per sapere come intervenire, è indispensabile rivolgersi al proprio medico e al personale specializzato, che vi aiuteranno a gestire la situazione nel modo corretto e con i giusti trattamenti.

Antidepressivi: esponendosi al sole sono più efficaci

Antidepressivi: esponendosi al sole sono più efficaci

18 Giugno 2020

Ormai è cosa nota, il sole porta con sè tantissimi benefici. Aiuta a curare alcune patologie della pelle e delle ossa, attiva la vitamina D nel nostro organismo e svolge, addirittura, un'azione benefica sul nostro umore.

È proprio così: se pensavate che la sensazione di serenità causata dal sole fosse legata solo alla voglia di estate o alla temperatura più calda, vi sbagliavate. La luce solare, infatti, aumenta la produzione di serotonina, migliorando l'umore e gli stati di depressione.

Il sole "illumina" il nostro umore

Secondo uno studio condotto dalla Monash University di Melbourne, è stato scoperto come, il sole e la sua luce, contribuiscano in modo notevole a migliorare l'efficacia dei farmaci antidepressivi. Secondo questa ricerca, infatti, si è visto come molti casi di depressione si verifichino quando la sensitività alla luce diminuisce.

La reattività alle fonti luminose è vitale per il nostro cervello perché questo le utilizza per regolare le nostre funzioni vitali. La poca luce, ricordando la notte, ci rende sonnolenti e più lenti, tipica condizione delle persone che soffrono di depressione.

Gli antidepressivi permettono ai pazienti di sentirsi meglio, portando a livelli definiti "normali" la sensitività alla luce che, a sua volta, consente all'orologio interno all'organismo di recepire in modo corretto le varie fasi della giornata.

La luce del sole, quindi, ha un potente effetto nei trattamenti antidepressivi agendo positivamente sull'umore. Cosa che, invece, non accade quando si parla di luce artificiale, come quella della televisione o degli smartphone, capace di contrastare l'efficacia dei farmaci.

In caso di depressione è sempre bene rivolgersi al proprio medico e farmacista di fiducia che sapranno indicarvi la cura migliore sia in termini farmacologici che di stile di vita.

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