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Misuri la pressione? Attenzione a non fare questi errori

Misuri la pressione? Attenzione a non fare questi errori

23 Gennaio 2020

Stanchezza cronica, vertigini, mancanza di concentrazione, mal di testa o nausea. I sintomi che possono manifestarsi in caso di problemi di pressione sono molti, più o meno evidenti. Per questo è importante effettuare una corretta e periodica misurazione.

Che lo si faccia in ambulatorio o in farmacia, con l'assistenza di personale specializzato, o a casa da soli, con gli appositi strumenti in commercio, è bene sapere quali accorgimenti seguire per avere una lettura chiara e inalterata di tutti i valori.

In generale, viene considerata normale una pressione sistolica (massima) inferiore ai 130 mm Hg e la diastolica (minima) inferiore a 85 mm Hg (millimetri di mercurio, unità di misura della pressione utilizzata in medicina).

Ecco alcuni consigli per una misurazione perfetta!

Attenti alla postura. Non avere la schiena e i piedi ben appoggiati a terra può aumentare tra i 6 e i 10 punti la misurazione della pressione.

Ѐ importante ricordarsi di non accavallare mai le gambe, anche questo può alterarne i valori!

Il braccio su cui si effettua la rilevazione deve essere ben appoggiato su un tavolo o su una sedia e possibilmente nudo. Il bracciale di misurazione deve essere posizionato all'altezza del cuore e non deve essere troppo piccolo. In caso contrario i valori rilevati potrebbero risultare più alti da 2 a 10 punti.

Ricordatevi di fare pipì prima della misurazione. La vescica piena può aggiungere fino a 15 punti alla lettura della vostra pressione.

Infine, per evitare alterazioni, è importante rimanere in silenzio e fermi per tutta la durata della procedura.

Per evitare di commettere errori, fatevi misurare la pressione dal vostro farmacista: vi saprà supportare al meglio.
Pillola anticoncezionale: che fare in caso di dimenticanza

Pillola anticoncezionale: che fare in caso di dimenticanza

21 Gennaio 2020

Saltare l'assunzione della pillola anticoncezionale può capitare a tutti. Vuoi per i ritmi di vita fin troppo frenetici, vuoi per distrazione o per impossibilità fisica, a volte capita di non seguire le corrette istruzioni d'uso.

Che fare quindi quando ci si trova in questa situazione?

Prima di tutto è bene ricordare che la pillola è un vero e proprio farmaco. Per questo, per evitare la perdita del suo beneficio o il presentarsi di effetti collaterali, come mal di testa, nausea e gonfiori, è importante assumerla nel modo corretto.

In caso di dimenticanza, quindi, è necessario seguire alcune regole "riparatorie".

Se la dimenticanza è di poche ore, non succede nulla. Vi basterà prendere la pillola appena possibile e continuare il suo utilizzo come sempre.

Nel caso il ritardo nell'assunzione superi le 12 ore, la sua funzione anticoncezionale potrebbe essersi ridotta o annullata.

Ritardo oltre le 12 ore: come comportarsi in questo caso?

Se la disattenzione è avvenuta durante la prima settimana, dopo la pausa dei sette giorni, il rischio di gravidanza può essere elevato. Ѐ importante, quindi, assumere la compressa dimenticata appena possibile e avere rapporti protetti per i sette giorni successivi.

Quando la pillola è stata dimenticata nel corso della seconda settimana, giorno 8-14, non ci sono rischi particolari e quindi, non sarà necessario utilizzare ulteriori metodi anticoncezionali nei sette giorni successivi. Questo a meno che la dimenticanza non sia stata di due o più compresse.

In caso di dimenticanza nella terza settimana, giorno 15-21, il rischio di gravidanza esiste. Oltre a recuperare l'assunzione della pillola "persa" si dovrà iniziare il ciclo successivo senza fare intervalli. Altro rimedio è sospendere l'assunzione delle compresse, aspettare sette giorni senza compressa e proseguire poi con la normale posologia.

Per evitare una scorretta assunzione o rimedi fai da te poco appropriati, è sempre bene consultare il personale specializzato. Il vostro medico o farmacista potranno aiutarvi e consigliarvi nel modo migliore.

Tratta i denti sensibili con il dentifricio più adatto

Tratta i denti sensibili con il dentifricio più adatto

18 Gennaio 2020

Il fastidio gengivale e l’elevata sensibilità dentale sono chiari segnali che la bocca ha bisogno di attenzione. La scarsa cura dentale, infatti, rischia di compromettere l’intera igiene orale.

I denti, in questi casi, possono diventare molto vulnerabili e provocare forte dolore: il motivo è da ricercare nell'usura dello smalto o nella recessione del colletto delle gengive.

Ecco che per lenire il dolore provocato dalla sensibilità dentale i farmaci analgesici diventano un prezioso alleato. Ma questo trattamento non è sufficiente: oltre alla gestione del dolore, è necessario intervenire direttamente in bocca, utilizzando dentifrici appositamente studiati per denti sensibili.

Utilizzandoli per almeno 2 volte al giorno, questi prodotti garantiscono numerosi benefici.

Ad esempio, la formulazione di questi dentifrici consente di creare uno strato protettivo in bocca per proteggere dal dolore e dal fastidio i denti più fragili.

Inoltre, un dentifricio per denti sensibili è in grado di rinforzare e irrobustire lo smalto, proteggendo tutta la cavità orale dalla formazione della placca.

Protezione dei denti, ma non solo: questi dentifrici a base di calcio e fosfato aiutano anche a mantenere le gengive più sane.

Infine, i dentifrici per denti sensibili sono particolarmente indicati per ristabilire il bianco naturale della dentatura, rinfrescando l'alito e donando una prolungata sensazione di lucentezza.

Dite addio alla recessione gengivale e all’elevata sensibilità dentale: utilizzando un dentifricio per denti sensibili aiuterete a mantenere le gengive sane e i denti forti.

In farmacia sono disponibili numerose formulazioni: chiedete consiglio al vostro farmacista per scegliere il prodotto migliore per la salute della vostra bocca.

Tachipirina in allattamento: ecco cosa sapere

Tachipirina in allattamento: ecco cosa sapere

16 Gennaio 2020

Tachipirina sì o no, durante l’allattamento? Recenti ricerche scientifiche danno il via libera alle mamme. Il principio attivo contenuto all’interno della Tachipirina – il paracetamolo – è perfettamente compatibile con l’allattamento al seno.

Niente paura, quindi: le proprietà analgesiche ed antipiretiche della Tachipirina, che permettono di abbassare la febbre, di lenire i dolori fisici come il mal di testa, e di combattere i disturbi influenzali, quali il mal di gola, non sono dannose per la salute del lattante.

C’è però una raccomandazione da non dimenticare: la Tachipirina deve essere assunta nelle dosi corrette – mai superare i 2 grammi al giorno – e nei giusti tempi di somministrazione, con intervalli di circa 8 ore, per non più di 3 giorni consecutivi. Seguendo queste accortezze il farmaco sarà completamente sicuro per le mamme influenzate che stanno allattando e per i loro figli.

Ma non è tutto: la Tachipirina, infatti, è particolarmente indicata e prescritta anche per curare la mastite con febbre, una patologia molto diffusa durante l’allattamento. Prima di ricorrere ad una cura antibiotica, da effettuare previo consulto medico, l'infiammazione acuta della ghiandola mammaria può essere trattata sfruttando le proprietà curative della Tachipirina. Anche in questo caso, per rendere il farmaco innocuo per il bimbo, è fondamentale rispettare tempi, modalità e dosi di somministrazione.

Mamme che volete affidarvi alla Tachipirina per curare i vostri malanni, state tranquille: gli studi parlando di un diluizione del farmaco nel latte inferiore al 2%. Merito del lavoro dell’intestino e dei filtri di assorbimento capaci di ridurre al minimo i rischi per il piccolo, che non risentirà in alcun modo della cura medica. E se volete essere ancora più sicure, assumete il farmaco subito dopo la poppata. In questo modo, i principi attivi della Tachipirina saranno pressoché assenti nel latte assunto da vostro figlio.
Omega-3 in gravidanza: un alleato prezioso per evitare parti prematuri

Omega-3 in gravidanza: un alleato prezioso per evitare parti prematuri

14 Gennaio 2020

Tra le sostanze indispensabili per garantire il corretto funzionamento del nostro corpo, ci sono gli Omega 3, acidi grassi polinsaturi essenziali che, non essendo sintetizzati dall’organismo, devono essere introdotti attraverso l’alimentazione.

Assumere la giusta quantità di Omega 3 è importantissimo. Questi elementi, infatti, intervengono per prevenire e curare malattie cardiovascolari, alcune patologie infiammatorie e, non ultimo, possono ridurre la possibilità di nascite premature.

Omega 3, l’essenziale per la salute

Secondo uno studio condotto dall’Istituto di Ricerca Medica e sulla Salute di Adelaide, su un campione di circa 30 mila donne, è emerso come l’assunzione di una dose adeguata di Omega 3 durante la gravidanza, sia in grado di ridurre di circa l’11% i parti prematuri entro le 37 settimane e del 42% prima delle 34 settimane.

La ricerca è molto promettente, poiché evidenzia come, intervenendo sulla prevenzione dei parti anticipati, si possano limitare anche tutte le conseguenze ad essi collegati.

I bambini nati prima del termine della gestazione, infatti, hanno maggior possibilità di incorrere in varie patologie che, spesso, rappresentano le cause principali dei decessi sotto i cinque anni di età. Tra queste, per esempio, le malattie croniche del sistema respiratorio, immunitario e digestivo ola difficoltà nel linguaggio, nell’apprendimento e nel comportamento.

La corretta assunzione di Omega 3, come detto, passa per prima cosa dall’alimentazione. I cibi più ricchi di questi elementi sono:

  • il pesce;
  • l'olio di pesce;
  • i crostacei;
  • le noci;
  • le mandorle;
  • i semi;
  • gli oli vegetali.

In caso la dieta non fosse sufficiente a garantirne la giusta assimilazione, è possibile introdurli tramite degli integratori specifici che potete acquistare in farmacia seguendo le indicazioni del vostro medico e del personale specializzato.

Freddo in arrivo: proteggete la pelle

Freddo in arrivo: proteggete la pelle

11 Gennaio 2020

Durante la stagione fredda la natura si riposa. Cadono le foglie, gli animali vanno in letargo e anche il nostro organismo rallenta alcune delle sue funzionalità.

Con le basse temperature, infatti, il corpo cerca di trattenere calore contraendo la portata dei vasi sanguinei. A causa di questa vasocostrizione, la cute diminuisce il ritmo delle sue attività come, per esempio, la produzione dei lipidi, necessaria per tenerla ben nutrita e in salute.

In inverno, poi, gli attacchi esterni come il vento e gli sbalzi di temperatura, uniti alla maggior disidratazione e alla minor produzione di sebo, possono danneggiare la pelle causando disturbi come screpolature, arrossamenti e l’insorgenza di couperose.

Parola d’ordine, protezione!

Per questo è fondamentale correre ai ripari, prendendoci cura dell’epidermide attraverso una corretta beauty routine e utilizzando prodotti in grado di nutrirla, proteggerla e lenirla. Vediamo insieme come.

Per prima cosa è importante detergere il corpo con prodotti delicati. Preferite acqua tiepida e latti detergenti restitutivi, arricchiti con sostanze emollienti e calmanti, che donano morbidezza alla pelle.

Dopo la detersione è necessario idratare accuratamente ogni parte del corpo, prestando particolare attenzione alle zone più esposte al freddo come il viso e le mani.

Al mattino applicate una crema idratante con filtri solari ad ampio spettro e utilizzatela durante il giorno ogni volta che sentite la vostra pelle poco elastica. La sera, invece, utilizzate una lozione ricca di oli e burri emollienti, in grado di rilasciare le loro proprietà lenitive e rigeneranti durante la notte.

Per avere maggiori informazioni o consigli su come proteggere al meglio la vostra cute potete rivolgervi al vostro farmacista di fiducia che saprà indicarvi i prodotti e le formulazioni migliori.

Teanina, l´antistress naturale

Teanina, l´antistress naturale

09 Gennaio 2020

Quanto è piacevole la sensazione di calore e il profumo che ci trasmette una bevanda calda. Soprattutto nelle giornate più fredde, una buona tazza di tè è in grado di scaldarci e infonderci tranquillità fin dal primo sorso.

Questa pianta dalle molteplici proprietà, influendo in moltissime funzioni del nostro corpo, è un vero e proprio nettare di benessere a 360°. Per esempio, diminuisce il rischio di malattie cardiovascolari, migliora le funzioni cognitive, protegge ossa e denti e riduce l'incidenza del diabete e di alcuni tumori. In più, è ricca di antiossidanti che aiutano a mantenere il nostro organismo in salute.

Ma non solo. Sapevate che il tè è anche un potente alleato contro lo stress?

Via lo stress grazie alla natura

Questa importante caratteristica arriva dalla teanina, una molecola a struttura aminoacidica di derivazione non proteica, che si trova nelle foglie della pianta in concentrazioni diverse a seconda della tipologia. Il tè verde, per esempio, ne è particolarmente ricco.

Alcuni studi hanno dimostrato come l'assunzione di questa sostanza riduca la reattività allo stress e all'ansia e svolga anche un effetto positivo sulle performance a livello cerebrale, migliorando la capacità di attenzione e la memoria.

Ma non è tutto. Dagli studi effettuati, è emerso anche che la teanina avrebbe un importante effetto immunostimolante, capace di schermare contro i virus influenzali e il raffreddore.

Una vera miniera di benefici, che soprattutto con l'arrivo della stagione fredda, possono davvero migliorarvi la salute e l'umore.

La teanina è 100% naturale ed è possibile assumerla anche attraverso integratori specifici che potete trovare in farmacia, seguendo sempre gli utili consigli del personale specializzato.

Influenza, l´OMS sfata 5 grandi miti

Influenza, l´OMS sfata 5 grandi miti

07 Gennaio 2020

Naso che cola, tosse, mal di testa. Quante volte, in presenza di questi sintomi, ci siamo improvvisati medici dando la colpa all'influenza.

Anche se questi disturbi sono tipici di questa patologia, è importante non sottovalutarli perché, come evidenziato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, nel mondo causano ogni anno tra i 350.000 e i 650.000 decessi, oltre a milioni di ricoveri.

Influenza, vietato non sapere

Questa malattia, quindi, è molto più pericolosa di quanto si pensi e spesso, pensando di sapere già tutto, non ne curiamo adeguatamente gli effetti, peggiorandoli.

Per questo motivo è bene chiarire alcuni punti:

  • l'influenza non si deve trascurare. Molte volte, infatti, scambiandola per un semplice raffreddore, si lascia che i sintomi si complichino, portando a malattie decisamente più gravi come polmoniti e infiammazioni di cuore e cervello;
  • il vaccino antinfluenzale non causa l'influenza e non provoca effetti collaterali gravi. I casi di effetti conseguenti al vaccino, infatti, sono rarissimi. Può manifestarsi, invece, un senso di spossatezza per circa un paio di giorni;
  • i vaccini funzionano per i virus specifici per cui sono stati formulati. Ѐ, quindi, possibile ammalarsi di influenza se si viene colpiti da ceppi diversi da quelli per cui si è stati vaccinati;
  • le donne incinte possono vaccinarsi. Ѐ consigliato dai medici poiché, in stato di gravidanza, il sistema immunitario è più debole;
  • proteggersi dall'influenza si può, limitando il contatto con persone malate, disinfettando le superfici condivise, lavandosi spesso le mani ed evitando di toccarsi troppo spesso occhi, bocca e naso.

In ogni caso, rivolgetevi sempre al vostro medico per una corretta diagnosi e al vostro farmacista per avere indicazioni su come curare in modo adeguato questa patologia.

Psoriasi, occhio a cosa mangiate durante le feste

Psoriasi, occhio a cosa mangiate durante le feste

04 Gennaio 2020

Pranzi, cene, aperitivi con gli amici. Il periodo delle festività è una vera e propria minaccia per la nostra linea. Ma non solo. Le frequenti abbuffate di questi giorni, infatti, possono contribuire al peggioramento di molte patologie come, per esempio, la psoriasi.

Si tratta di una dermatite cronica che comporta la comparsa di lesioni sulla pelle che diventa più spessa e con un aspetto squamoso di colore bianco-argenteo.

Anche se l’alimentazione non influisce direttamente sulla sua comparsa, seguire una dieta equilibrata può migliorarne i sintomi, diminuendo i momenti in cui la malattia si riacutizza e riducendo la possibilità che compaiano, contemporaneamente, altri disturbi metabolici.

Un menù di salute

In generale, secondo gli esperti, la dieta migliore per aiutare il corpo a reagire alla psoriasi è quella mediterranea. Durante questi periodi di festa, inoltre, è bene prestare attenzione a qualche piccolo accorgimento in più.

Ecco quindi cosa eliminare e cosa prediligere durante i pranzi e cenoni festivi:

  • evitate cibi ricchi di grassi o zuccheri, proteine animali come insaccati, formaggi stagionati e latte, margarina, fritti, sale, caffè e cioccolata che aumentano lo stato infiammatorio;
  • preferite alimenti anti ossidanti e ricchi di polifenoli come l'olio extravergine d'oliva, pane integrale, pasta, riso, legumi, verdura, frutta, pesce;
  • limitate il consumo di alcol e superalcolici che peggiorano i sintomi e preferite il vino rosso che, grazie alle sue proprietà anti-infiammatorie, rappresenta un valido aiuto contro la patologia;
  • consumate centrifugati di verdura o frutta che contribuiscono a ridurre la sintomatologia e limitano l’insorgenza di malattie metaboliche correlate, come obesità, diabete e ipertensione.

Per affrontare al meglio la psoriasi potete rivolgervi al vostro medico o farmacista che sapranno consigliarvi il modo migliore per tenerla a bada senza dover rinunciare a godervi dei bei momenti di festa.

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