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Carbone vegetale: un aiuto naturale per ridurre i gas intestinali 28 Novembre 2019

Vi è mai capitato di avere una sensazione di gonfiore alla pancia? Se la risposta è sì, la causa potrebbe essere stata un eccesso di gas nell’intestino, un disturbo che colpisce circa il 15% della popolazione mondiale, la cui particolarità è quella di svilupparsi in fasi intermittenti e discontinue.

In condizioni “normali” nell’intestino sono presenti tra i 100 e i 150 ml di aria e gas, tra cui azoto, ossigeno, idrogeno, monossido di carbonio e metano.

L’aumento di questi livelli può portare a diverse situazioni:

  • meteorismo: un accumulo di gas nell’intestino che causa dolore addominale e disturbi come diarrea e stitichezza;
  • flatulenza: l’emissione di gas data dall’eccessiva deglutizione di aria o dai gas prodotti durante la digestione degli alimenti;
  • aerofagia: l’aria in eccesso che finisce nello stomaco ogni volta che, aprendo la bocca, parliamo, mastichiamo o beviamo.

Carbone vegetale, addio pancia gonfia

Ridurre questi disturbi è possibile, per esempio, agendo sull’alimentazione. Un valido aiuto ci arriva da alcuni cibi tra cui il peperoncino, la mela, lo zenzero o tisane a base di finocchio, anice e cumino. Ma non solo, un altro importante alleato, è il carbone vegetale, una sostanza naturale derivata dalla combustione del legno, capace di ridurre i gonfiori addominali.

Grazie alle sue proprietà adsorbenti e aggreganti, trattiene i gas intestinali nei suoi pori, agendo contro aerofagia, meteorismo e flatulenza. In più, si può utilizzare in caso di problemi legati alla digestione, tensione addominale, acidità o reflusso gastroesofageo.

Attenzione alle controindicazioni. Il carbone vegetale è in grado di attrarre e limitare l’assorbimento anche di alcuni farmaci e principi nutritivi. Per questo è importante assumerlo lontano dai pasti e sempre sotto indicazione medica e del vostro farmacista che sapranno consigliarvi la giusta posologia e formulazione.

Ultime news
  • Psoriasi: la causa principale è lo stress

    07 Dicembre 2019

    Quando si parla di stress, si pensa subito ad uno stato di profonda stanchezza, irritabilità e mancanza di forze. Non tutti sanno, però, che questa condizione, può causare anche alcune malattie legate all'epidermide.

    Una di queste è la psoriasi, un'infiammazione della cute che si manifesta con arrossamenti e squame.

    Secondo alcuni studi è emerso come il nostro sistema nervoso centrale e la pelle siano profondamente connessi, tanto che situazioni di stress acute o prolungate, possono attivare la malattia aumentandone l'intensità dei sintomi.

    Troppo stress? Un rischio per la pelle

    Lo stress nervoso, quindi, ha un'influenza diretta sia sul decorso che sulla gravità di questa patologia.

    La psoriasi, di fatto, è una reazione di difesa del nostro sistema immunitario che si attiva in particolari situazioni. Quando sulla pelle compaiono le tipiche chiazze rosse della malattia, si tende ad essere nervosi o tesi e questo, di conseguenza, porta ad un peggioramento dei sintomi.

    Un vero e proprio circolo vizioso, quindi, che si manifesta in qualunque parte del corpo.

    Le parti più colpite sono:

    • cuoio capelluto;
    • gomiti;
    • palmi delle mani;
    • pianta dei piedi;
    • unghie;
    • ginocchia.

    Curare questa patologia è possibile. A seconda della gravità delle lesioni, si passa da soluzioni topiche, da applicare direttamente sulla parte interessata, come creme, lozioni o gel, fino alle cure sistemiche tradizionali, come la ciclosporina e il methotrexate. In più, è possibile affidarsi a farmaci biologici, indicati nei casi un cui i metodi standard non siano applicabili.

    In ogni caso, per combattere la psoriasi, è importante rivolgersi sempre ad un medico specializzato e al vostro farmacista di fiducia che sapranno indirizzarvi sul trattamento migliore per risolvere il vostro problema.

  • Acidosi: cos´è e come proteggersi

    05 Dicembre 2019

    Vi sarà sicuramente capitato di sentire parlare di PH corporeo e acidosi. Non molti però sanno a cosa ci si riferisce con questa terminologia.

    Ve lo spieghiamo: l'acidosi si manifesta quando le sostanze di scarto e le tossine che si formano nel nostro organismo restano all'interno delle cellule e non vengono eliminate correttamente. Questo provoca un abbassamento del PH e livelli di acidità più elevati, con la conseguente formazione di situazioni infiammatorie.

    Da un solo problema, tante conseguenze

    All'acidosi sono collegate diverse patologie tra cui:

    • disturbi dell'umore, confusione e stanchezza;

    • problemi respiratori, mal di testa e vertigini, cistiti, dermatiti, infertilità e tumori;

    • allergie e intolleranze alimentari, diabete, calcoli e sovrappeso;

    • invecchiamento cellulare, formazione di rughe e macchie della pelle, disfunzioni ormonali, ecc.

    Per questo è importante cercare di mantenere il PH a livelli alcalini seguendo qualche piccola ma essenziale buona abitudine. In particolare è importante:

    • bere molta acqua, consentirà al corpo la corretta eliminazione delle tossine;

    • mangiare tanta frutta e verdura, meglio se cruda, che dovrebbe coprire il 70% dell'alimentazione quotidiana;

    • evitare cibi acidificanti come zucchero, uova, carne, pesce e formaggi;

    • prediligere la cottura a vapore;

    • evitare di bere alcolici e fumare.

    Ma non è tutto! Ricordatevi che la vita sedentaria è nemica della vostra salute. Fate movimento e rilassatevi, perché anche lo stress influisce a favore dell'acidosi.

    Verificare il vostro livello di acidità è semplice. Vi basterà misurare il PH delle urine con i test disponibili in qualunque farmacia, facendovi spiegare dal personale specializzato come leggerli correttamente.

  • Menopausa, ecco come non ingrassare

    03 Dicembre 2019

    Per molte donne eliminare i chili di troppo è una vera e propria missione. Ma cosa succede quando non è solo la nostra volontà a impedire questi fastidiosi inestetismi?

    Intorno ai 45-50 anni le donne entrano in menopausa. In questa particolare fase della vita, si verifica un calo degli estrogeni e questo, come ogni variazione ormonale, può causare diverse conseguenze, tra cui proprio la tendenza ad ingrassare.

    Con l'avanzare dell'età, infatti, il corpo brucia meno calorie e, durante la menopausa, le cellule in cui è contenuto il grasso corporeo aumentano. Questa combinazione di fattori fa sì che, l'energia prodotta in eccesso e non consumata, si accumuli sotto forma di grasso. In più, si assiste ad una diminuzione del tono muscolare e dei tessuti, e a variazioni emotive come l'ansia, che a sua volta può portare a disturbi alimentari. Tutti questi elementi, insieme, concorrono ad aumentare la possibilità di ingrassare.

    Menopausa: stop ai chili di troppo

    Come fare, quindi, per mantenere il proprio peso sotto controllo e affrontare la menopausa mantenendosi in forma? Per prima cosa è importante seguire un'alimentazione equilibrata, privilegiando verdure come cavolfiore, zucca e melanzane e facendo due spuntini di frutta al giorno. In più:

    · consumate un paio di volte la settimana carne bianca e pesce azzurro, ricco di omega 3;

    · condite gli alimenti con olio extravergine d’oliva;

    · bevete tanta acqua;

    · fate attività fisica. Basta camminare 45 minuti al giorno per stare in forma.

    In caso di dubbi chiedete sempre consiglio al personale specializzato: vi sapranno dare tutte le informazioni utili per godervi a pieno questo importante cambiamento di vita con un corpo sano e in forma.

Rubriche
  • Il rigurgito nei neonati: ecco perché non lo temo

    04 Dicembre 2019

    Se c'è unproblema di cui stranamente non mi sono mai preoccupata è quello del rigurgito di latte. Eppure durante i corsi pre-parto le mie compagne di “viaggio” ne erano terrorizzate. Forse le mie innumerevoli letture per una volta hanno sortito il giusto effetto!

    Ho veramente tanto di quel materiale sul rigurgito che potrei aprire una bancarella con una bella insegna “tutto sul rigurgito neonato”! Secondo me farei un favore a moltissime neo-mammine!

    In tutto ciò la nota positiva è naturalmente che le mie letture da neo mamma questa volta hanno giovato al mio piccolo Andrea. Tutto questo indottrinamento mi ha infatti resa talmente tranquilla da non permettere alla mia terribile ansia da prestazione di disturbare il suo equilibrio.

    Ora però voglio condividere con voi quelle che sono le argomentazioni che mi aiutano a rimanere serena:

    È inutile preoccuparsi del rigurgito acido del nostro bimbo, perché questo è un fenomeno naturale che colpisce almeno il 50% dei bimbi.

    Il rigurgito di latte (ovvero quello di latte, succhi gastrici e saliva) scompare con la crescita, visto che viene provocato dall'incompleto sviluppo del cardias, cioè di quella valvola che impedisce la risalita del cibo!

    Di rigurgito possono soffrire sia i piccoli che sono allattati al seno sia quelli allattati al biberon.

    Quando il bimbo è allattato al biberon basta allattarlo con il latte antirigurgito. Io oggi per esempio lo avevo terminato. Se capitasse anche a voi, non abbiate alcuna paura: createlo sciogliendo nel latte della crema di riso e il gioco sarà presto fatto!

    Se invece state allattando al seno, potete ridurre il fenomeno rigurgito evitando che il vostro bambino succhi troppo velocemente! In entrambi i casi, appena terminato il pasto tenete per alcuni minuti il vostro piccolo in braccio in posizione verticale; vedrete quanto li aiuterà anche questo piccolo accorgimento! Tuttavia, se il rigurgito è associato a un'irregolarità della crescita a cui si accompagna un calo di peso, andate subito dal pediatra: il vostro bimbo potrebbe avere un'esofagite, ovvero un'infiammazione dell'esofago.

  • LA PERA, IMPORTANTE PER CHI FA SPORT

    27 Novembre 2019

    In un precedente articoli abbiamo, parlato dell'importanza della banana per chi fa sport, mentre come vi avevamo promesso, in questo nuova guida, vi diciamo perché la pera è un alimento importante, per chi svolge una qualsiasi attività fisica. La sua forma è particolare e simpatica ,il suo colore è diverso per ogni qualità e il suo sapore è intenso, dissetante e dolce al punto giusto. La pera per chi pratica sport è una perfetta alleata, che contiene enormi benefici e proprietà, in grado di proteggere l'organismo da diversi disturbi e migliorare, in modo determinate lo svolgimento della disciplina sportiva, sia a livello agonistico, sia a livello amatoriale.

    La pera è il frutto dello sportivo, perché contiene una buona quantità di vitamine e fibre che sono maggiormente contenute nella buccia. Il sorbitolo, unelemento che facilita la digestione, lo zucchero e il potassio che forniscono all'organismo l'energia necessaria per sopportare gli sforzi fisici. Questo frutto aiuta a prevenire i crampi muscolari, il senso di affaticamento, è ideale per idratare completamente l'organismo e regola la frequenza dei battiti cardiaci. Inoltre la pera è in grado di ridurre il colesterolo, aiuta a bruciare i grassi, aiutando nella perdita dei chili di troppo, fa bene alle ossa, e risulta essere un valido rimedio naturale per contrastare l'ipertensione. Ma non finisce qui, perché protegge il colon mantenendolo sano, contrasta i radicali liberi e previene il cancro.

    Conservate le vostre pere in luoghi freschi, con poca luce e lontano da fonti di calore, altrimenti perderanno la maggior parte delle loro proprietà benefiche.

    Una curiosità, nel settecento le pere venivano consumate, mentre si passeggiava, erano caramellate e infilzate con un grande stecchino, come gli spiedini di carne.

    La pera, l'alleato dello sportivo e non solo... Consumatele con regolarità, preferendo sempre quelle di stagione, vi aiutano in modo naturale, non hanno controindicazioni e vi faranno sentire fisicamente, meglio...

  • TISANE DIGESTIVE NATURALI

    20 Novembre 2019

    La digestione è un processo, fondamentale e molto importante per il nostro organismo e quando questa è lenta e non funziona nel giusto modo, questo mal funzionamento va a creare dei disturbi più o meno dolorosi e fastidiosi, che vanno a provocare gonfiore addominale o addirittura reflusso gastrico e frequenti eruttazioni.

    Per risolvere questo problema si può ricorrere ai rimedi naturali, che agiscono alla base dove è presente la difficoltà garantendo sollievo immediato, andando ad apportare il loro benefico aiuto. Vediamo insieme delle tisane e la loro semplicissima preparazione.

    TISANA ALLO ZENZERO, ormai tutti conosciamo le proprietà curative naturali di questa radice, in questo caso useremo lo zenzero per aiutare la digestione a lavorare in modo corretto andando ad apportare un beneficio miglioramento, alleviando quanto prima il senso di gonfiore. Dovete prendere un tegame e mettere 400 ml di acqua e 6 o 7 pezzetti della radice delle zenzero eliminando con un coltello la buccia, portatela vostra tisana ad ebollizione a fuoco medio e fatto questo, dovete farla riposare per qualche istante e andarla a filtrare con un tipico passino che si usa in cucina. Mi raccomando è importante che l'assumiate quando è ancora abbastanza calda, in modo che all'interno dello stomaco rilasci i suoi potenti benefici.

    TISANA CON SEMI DI FINOCCHIO, un valido aiuto in quanto questi piccoli semi contengono delle valide qualità digestive che apportano quasi immediatamente benefici e sollievi al fastidio, anche in questo caso andrete a preparare una tisana con 400 ml di acqua andando ad aggiungere 4 cucchiaini di semi di finocchio, portate il vostro infuso ad ebollizione a fuoco lento e in seguito fatelo riposare per un minuto. Filtrate con il classico passino e andate a consumarla quando è ancora calda.

    Se ogni tanto soffrite di digestione lenta o difficoltosa, ora conoscete due preziosi alleati, che vi aiuteranno a risolvere il problema fornendo un sollievo immediato.

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